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Testimonianze

 

MANTRA YOGA E GESTAZIONE

Ho cominciato a praticare yoga attivo per caso, perché non sapevo che esistessero più tipi di yoga. E siccome lo yoga attivo dedica parte delle normali sessioni ai mantra, ho avuto la fortuna di praticare anche mantra yoga.

Il giorno che ho scoperto di aspettare un bambino, è stato come per tutte le mamme magico e indimenticabile… lo yoga, come tantissime altre volte, è stato in quel periodo un compagno prezioso…

I mantra, importanti momenti di meditazione, da quel momento in poi non sono stati più solo miei, sentivo che le vibrazioni che ero solita provare ora venivano percepite anche dal bimbo che stava crescendo nella mia pancia e questa era una sensazione unica, un momento magico per entrambi, forse il primo modo in cui riuscivo veramente a comunicare con lui.

Poi Francesco ha visto la luce del sole ed io ho continuato a cullarlo e a cantare proprio come prima, questo mi dava una serenità incredibile da un lato perché mi aiutava ad affrontare un periodo di forte cambiamento per la mia vita, dall'altro perché erano le stesse melodie che ci avevano accompagnato per 9 mesi e l'equilibrio magico e ancestrale si ricreava immediatamente.

Ora Francesco ha un anno e mezzo ed ancora i mantra ci aiutano a sorridere, a rilassarci e a dormire.

…Il papà ha dovuto impararli per forza…

Martina

 

 

A PROPOSITO DEL MANTRA

durante la gestazione

Quando una donna è incinta vive un periodo di assoluta femminilità.

Colei che accetta di vivere questo ruolo serenamente, senza conflitti, scopre in sé la vera forza della Donna; comprende l'origine dei culti delle divinità femminili, oggi messi in secondo piano da una cultura a predominanza maschile, talmente ossessionata dalla razionalità da comportarsi spesso in modo totalmente irrazionale. Se una donna lo desidera, specie in quei nove mesi, tutte le facoltà femminili si acuiscono – intuizione, sensibilità, senso di connessione con il Tutto.

Che ruolo gioca il mantra in tutto questo?

Il mantra vibra nella parte più profonda del tuo essere.

Tutte le vibrazioni, penetrando all'interno del corpo, arrivano al feto e agiscono su di lei/lui; inoltre la scienza ci dice che il bimbo può udire i rumori esterni a partire dal quinto mese e forse prima.

Ricordo che, in un caso, durante la mia prima gravidanza, ho dovuto allontanarmi dalle casse di un concerto live, in seguito alle “proteste” di mio figlio, che aveva preso a scalciare nervosamente nella mia pancia, disturbato dal volume dei bassi…in effetti, tremava persino il pavimento!

Nel caso dei mantra, ognuno di essi agisce diversamente provocando reazioni differenti: l'ho potuto sperimentare con i miei due figli, che lo hanno praticato con me da dentro la pancia per tutto il periodo delle gravidanze, traendone notevoli benefici.

Alcuni mantra molto potenti, dove al canto associavamo la danza spontanea, li “svegliavano” facendo muovere anche loro – mai, però, in maniera così nervosa e infastidita come mi era successo al concerto! La maggior parte di essi, invece, avevano l'effetto di rilassarli completamente, rendendo i movimenti nella pancia più dolci e armoniosi, fino a farli cessare quasi del tutto quando il bambino si addormentava.

Dopo la nascita, il loro utilizzo come ninna-nanna mi è apparso subito spontaneo e naturale (anche se non l'ho raccontato subito al nostro guru, temendo che la cosa non suscitasse troppo la sua approvazione!). In effetti, gli stessi mantra che nella pancia calmavano i miei figli, dopo la nascita continuavano nel loro effetto benefico, agevolandone l'addormentamento…il che non è poco vista la carenza di sonno che contraddistingue il periodo!

Devo dire che, comunque, ho osservato una differenza tra i miei figli, già di per sé completamente diversi: il più grande, dall'indole vivace e “scatenata”, è quello che ne ha tratto i maggiori benefici fin da neonato; il più piccolo, più tranquillo e metodico, è “sintonizzato” su mantra diversi. Tutto scorre e, chissà, forse in quattro anni sono cambiate anche le vibrazioni …

Sonia

 

 

LO YOGA E L'ARTE DI PARTORIRE

Lo yoga insegna a riscoprire l'equilibrio fra la parte maschile e quella femminile che tutti noi possediamo, a prescindere dal sesso. A me personalmente è stato di grande aiuto nel “tirar fuori” la mia parte femminile, sia a livello psicologico sia fisico.

E' fondamentale in particolare per coltivare la consapevolezza del proprio corpo a 360 gradi, focalizzandosi su quelle parti che sono interessate a tutto il processo della gravidanza, dal concepimento all'evolversi della creatura che si porta nel grembo, fino ai delicati momenti del travaglio e del parto.

Vorrei sottolineare il fatto che, come donne, ci è stato donato un immenso potere, quello di partecipare al processo della creazione, ed è una sensazione molto forte che si avverte dando alla luce un figlio.

Partorire è un'arte, io ne sono convinta .

Purtroppo succede che molte donne non conoscano abbastanza questa loro potenzialità, ne siano spaventate, perché la nostra cultura ci educa ad un approccio da un punto di vista maschile. Ecco che allora il parto diventa qualcosa di spaventoso e l'accento viene posto solo sul dolore, considerato ancora una punizione divina invece che un qualcosa che ha il suo scopo ben preciso: in fin dei conti, si tratta di una manifestazione fortissima di energia che, vista nella maniera giusta, aiuta a far evolvere la persona.

La gestione del tutto viene troppo spesso delegata alla medicina e alla scienza, la partoriente è considerata una malata su cui intervenire in molti modi, non sempre, ma spesso superflui! Il risultato è che il processo più naturale del mondo, quando non insorgono complicazioni, ovviamente, viene troppo medicalizzato.

Negli ultimi anni, per fortuna, le cose si stanno muovendo e sta prendendo piede nel mondo dell'ostetricia una cultura del PARTO ATTIVO, che vede finalmente come protagonista la donna. E' lei a gestire il proprio travaglio, a scegliere le posizioni e i movimenti suggeriti dal proprio istinto, a lasciarsi andare. Proprio quello che succede durante le pratiche yogiche. Almeno con quelle dello yoga attivo !

Venendo alla mia esperienza, io ho due figli meravigliosi e i miei due parti sono stati tra le esperienze più belle e coinvolgenti della mia vita.

Ciò non significa che io non abbia sentito dolore, al contrario è stato molto forte.

L'importante, però, è che i miei figli li ho FATTI IO, li ho partoriti in piedi, con l'aiuto del mio compagno, che è stato sempre molto presente e di un'ostetrica splendida, che ha saputo rispettare i miei tempi leggendomeli nello sguardo prima ancora che con una visita.

Il risultato è stato in entrambi i casi una ripresa velocissima, senza alcun danno fisico, nemmeno punti di sutura.

Uscirne tutte intere si può!

Lo yoga, quando lo pratichi da un po'di tempo, ormai ce l'hai dentro.

A me lo yoga attivo è servito a non farmi coinvolgere troppo emotivamente dal dolore. Anche se molto intenso, riesci a sentirlo come “staccato” da te, qualcosa che quasi non ti riguarda. Questo evita di andare troppo in agitazione e permette di sfruttare a pieno le pause tra le contrazioni per riposare e riprendere le forze tramite il rilassamento profondo e la respirazione. In ciò siamo aiutate dagli ormoni prodotti naturalmente dal nostro corpo durante il travaglio, soprattutto endorfine e ossitocina, che producono effetti analoghi a quelli dello yoga attivo, per cui, in un certo senso, anche al primo parto si ha la sensazione di aver già provato esperienze analoghe, e di avere il controllo della situazione.

Inoltre, cosa importante, si mantiene la consapevolezza del proprio corpo, in tutte le sue parti, il che permette di rilassare i muscoli del perineo e spingere nella maniera giusta. La nascita avviene senza forzature quando il corpo lavora in tutte le sue potenzialità, come quella macchina perfetta che è. Il bisogno di interventi esterni è ridotto al minimo, con effetti positivi per il bambino e per la madre.

Io parlo solo di ciò vissuto personalmente: ho potuto camminare subito dopo il parto, ho fatto la doccia dopo due ore, sono tornata prestissimo alla mia vita “normale” (bimbi permettendo, chiaramente!)

Altra cosa importante, lo yoga aiuta ad entrare in sintonia con il bimbo e a capire i suoi bisogni fin da prima della nascita, agevola nell'allattamento al seno e nel legame unico che si stabilisce tra madre e figlio.

Senza contare che tutta la gravidanza ne trae beneficio: io l'ho praticato fino a 3 giorni prima del parto e ho avuto due bellissime gravidanze, in cui ho viaggiato, ho fatto attività fisica, davvero le rinunce sono state poche.

Soprattutto, sento di aver vissuto questo periodo in piena consapevolezza, me le sono godute completamente. Non che non abbia avuto tanti piccoli disturbi da mettere in conto, come nausea all'inizio, crisi di pianto alla fine, ma ero abbastanza in sintonia con il mio corpo da riuscire a collocarli nel loro contesto, come semplici manifestazioni ormonali da accettare e lasciar passare, non come drammi esistenziali!

Per concludere, non meno importante, un buon rapporto con il proprio corpo si traduce anche in sintonia con il proprio ritmo e con il ciclo femminile, nei suoi periodi più o meno fertili, il che può avere la sua utilità…

Sonia

 

 

YOGA ATTIVO, MANTRA E GESTAZIONE

Ho praticato yoga attivo durante tutto il periodo della gravidanza.

Avendo avuto una gravidanza “a rischio” ho avuto modo di sperimentare in prima persona, quanto fare yoga in modo attivo e cantare i mantra mi aiutasse a sedare le ansie e soprattutto a non trasmettere il mio stress e le mie preoccupazioni al bimbo che portavo in grembo.

Infatti in questi momenti, e non solo, mi sentivo più calma e positiva e di conseguenza “sentivo” che anche il mio bambino lo era. E devo dire che lui è stato sempre tranquillo durante la gravidanza, e anche quando si muoveva lo faceva senza dare calci o scossoni improvvisi.

Durante i frequenti monitoraggi del battito cardiaco, quando avevo la possibilità di fargli ascoltare i mantra, posizionando un auricolare sul ventre, oppure quando io stessa cantavo, potevo osservare un battito cardiaco molto regolare che indicava che il bambino era però in stato di veglia (così mi dicevano le ostetriche).

Questo suo stare quieto si è protratto anche dopo la nascita, ed in modo particolare, capitava che se ascoltava qualche mantra anche in contesti rumorosi e pieni di gente, dormiva tranquillamente e si svegliava riposato.

Devo dire, per quanto mi riguarda, che durante la mia gravidanza, lo yoga attivo e soprattutto i mantra, mi hanno regalato un'esperienza unica, che auguro a qualunque donna.

Quel senso di positività e di armonia fra me ed il mio bambino che i mantra sono in grado di trasmettere, lo sperimentiamo tutt'ora, e in qualche modo si estende anche a tutta la famiglia e a chi mi sta attorno.

Valentina

 

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